mercoledì 25 gennaio 2012

costa concordia 2012

Incredibile tragedia Venerdi' 13 gennaio 2012 dirottata una nave da crociera davanti all'isola del Giglio: costa concordia. All'interno della nave c'erano più di 4000 persone. Ci sono stati morti e feriti e dopo due settimane ci sono ancora dei dispersi (21). Il comandante è sotto accusa per abbandono della nave che aveva incagliato uno scoglio per essere passato troppo vicino all'isola. I soccorsi stanno facendo di tutto per cercare altre persone e sembra che persone vive non ce ne siano più.

lunedì 23 gennaio 2012

compito di geografia

Ciao, ragazzi. Eccovi i link che dovete visionare per l'interrogazione di giovedì:
·         LA FORESTA, LA TIGRE, IL GANGE E I MONSONI:
·         DALAI LAMA: LA POLITICA DELLA GENTILEZZA (ce ne sono diversi: sceglietene uno, possibilmente il primo della serie)
·         FRANCESCA CIOCCOLONI: ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO:
·         INDUISMO:
·         LA STORIA SIAMO NOI_MEDIO ORIENTE:
·         CHINE BLUE_le condizioni degli operai cinesi:
·         Giappone_vivere la tragedia di Fukushima:
Siccome i filmati sono tanti, potete evitare di riassumerli tutti: fate la sintesi scritta solo di TRE video a scelta.
Buon lavoro e BUONA VISIONE!

Prof. Bert.

sabato 21 gennaio 2012

Adolescenza:un incubo senza fine?

L'adolescenza è tanto bella e divertente quanto dolorosa e complicata,caratteristiche e emozioni che possiamo vivere solo in questo periodo e che la rendono indimenticabile.
Ci sono momenti in cui ti chiedi che senso abbia,quale sia lo scopo della nostra esistenza e se serve davvero a qualcosa come ci comportiamo. Chi crede in Dio,o comunque nell'Aldilà,penserà che ci sia un'altra vita dopo questa e chi no crede?Come fa a sopravvivere? E perché siamo spinti a seguire le regole,a fare ciò che ci ordinano,a cercare il piacere,evitare il dolore,non far soffrire gli altri,migliorarci,cambiare,organizzarci,...??
Poi ci sono volte in cui sei contento di avere ciò che hai,di essere quello che sei,della vita in generale e non ti sfiora nemmeno il pensiero che tanto un domani non ci sarai più.Pensi che tutto sia bellissimo e vuoi vivere a pieno de opportunità che ti vengono offerte.
In questi anni si manifestano i primi veri problemi,a partire dal cambiamento radicale dentro e fuori dal nostro corpo,crescono i dubbi a cui non sappiamo rispondere per la paura di fare certe domande,si capisce cosa vuol dire amare un'altra persona,si prende atto della situazione del mondo. Non si può dire,però,che tutto sia negativo:la scuola diventa la nostra prima casa,un luogo dove possiamo confrontarci e che in qualche modo sa aiutarci a superare i primi ostacoli,conosci meglio chi ti sta intorno,i problemi ti uniscono alle persone che ti vogliono davvero bene e contemporaneamente ti aprono gli occhi,svelandoti chi si è sempre preso gioco di te,impari la pazienza,il rispetto e il perdono,criteri essenziali nel corso della vita.

Giulia Rosa

Recensione di una Canzone


Quello che le donne non dicono
Fiorella Mannoia
Festival di San Remo_1987

La canzone della Mannoia è rivolta alle donne in genere.
E' una canzone che rivela al mondo uno dei nostri lati più nascosti e difficili da esporre; ,nella semplicità più assoluta,con una melodia fantastica,la voce della cantante italiana è riuscita a trasmettere molto chiaramente un messaggio: la forza delle donne non sta nello sforzo fisico,ma viene espressa nella vita quotidiana con ogni singolo gesto. Il testo semplice e le parole "azzeccate" hanno generato un risultato unico e capace di commuovere gli ascoltatori.
Penso che ogni donna posso riconoscere nella canzone un lato di se stessa e,sperando di parlare a nome di molte altre,sono orgogliosa di essere stata descritta così profondamente da una cantante famosa,com'è la nostra Fiorella Mannoia.


Ci fanno compagnia certe lettere d'amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po'
è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si".
In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà...
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c'è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po'
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate ,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro "si",
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si"



PARERE PERSONALE
Ho scelto con fatica questa canzone perché pensavo non fosse abbastanza precisa,personale,poi ho capito che è l'unica in cui posso rispecchiarmi. Nonostante rappresenti solo un lato della mia personalità,quello più romantico,ho pensato che fosse la più adatta(inoltre non penso esista una canzone in grado di rispecchiare il mio stato d'animo in quest'ultimo periodo).
Mi ritengo orgogliosa di appartenere a questo sesso,nonostante mi lamenti spesso riguardo a ciò che noi siamo obbligate a sopportare,a differenza dei miei compagni o adulti maschi. Questa canzone spiega che ci sono momenti,paure e emozioni...semplicemente inspiegabili e l'unico modo per chi vuole aiutarci è o starci vicino senza troppe domande o lasciarci sole con i nostri pensieri. Un altro passo in cui mi ritrovo è la consapevolezza di amare i corteggiamenti,i regali e le sorprese,la vicinanza di qualcuno a me caro anche quando dimostro il contrario e poi proprio questo:il concetto di “contrario”. So di essere complicata e non lo nego,a volte è difficile pure per me capire cosa voglio e cosa penso,ma non penso sia del tutto impossibile capirci(capirmi) e che basti un po' di attenzione e comprensione.

Giulia Rosa

lunedì 16 gennaio 2012

visione "compiti"

I temi vanno bene. Attenti solo a come scrivete i titoli: a volte risultano poco chiari. Tommaso, potevi inserire anche tu qualche immagine o video. Cmq bravi, continuate così!

Prof. Bert.

domenica 15 gennaio 2012

Tema In Classe

I VIDEOGAMES

I videogiochi sono ormai da circa cinquant' anni uno tra i passatempi preferiti dai giovani.
Nascono per la prima volta in America negli annni '50, e qualche anno dopo si diffondono nelle prime sale giochi. Nel giro di circa 5- 10 anni, i videogames diedero frutto a un commercio globale che coinvolgerà centinaia di paesi. Tra questi, USA e Giappone schiacciano presto ogni forma di concorrenza.
Dalle sale giochi allo schermo di casa il passaggio è presto fatto: ciò consentirà un uso prolungato delle realtà virtuali.
Gli scopi iniziali di tale diffusione erano in realtà diversi.
Infatti le prime grafiche virtuali erano state inizialmente elaborate per fini scientifici.
Col tempo, vennero bcreate elaborazioni sempre più complesse e questo portò alla nascita dei primi videogames, come Pacman, Super Mario e Snake, gioco che spopolò anche sui primi telefonini. Inizialmente questi nuovi svaghi si basavano principalmente su gare automobilistiche, navicelle spaziali e omini che saltavano su e giu. Fu solo alcuni anni dopo che fu inserita la vera e propria violenza nei videogames con videogiochi come Doom (FPS) e Street Fighter. Così gli sviluppatori cercavano la concorrenza creando simulazioni sempre più violente. I videogiochi, nel 21 secolo, sono ormai entrati nella vita quotidiana dei ragazzi, e le proteste dei genitori sono sempre più sentite.
Per tutelare la salute degli utenti, è stato inventato il sistema pegi.
Esso serve a "marchiare" il videogioco, indicando età consigliata e i contenuti.
Purtroppo, però, molte famiglie non prestano attenzione a queste indicazioni, nonostante siano ben visibili sulla copertina. A mio parere non si può dire che i videogames facciano male o no. Ma il modo in cui vengono utilizzati ne determina le conseguenze. Alcuni ragazzi sono arrivati persino ad accoltellare i genitori a causa di una periferica videoludica. Secondo me i genitori dovrebbero insegnare ai ragazzi che ci sono cose molto più importanti dei videogiochi. E i ragazzi, col passare degli anni, impareranno il bello dell' uscire in compagnia.

sabato 14 gennaio 2012

Test scritto

Istituto Comprensivo di Sommariva Perno_ Scuola media di Corneliano d'Alba

Rosa Giulia                                                                  classe 3B                                                                           19-12-11
TEMA-TESTO ARGOMENTATIVO

Traccia 1
I videogiochi sono diventati sempre più diffusi e pericolosi tra i ragazzi. Negli ultimi tempi si sono verificati molti casi,anche in Italia,di bambini psico-dipendenti da questi "svaghi moderni" e,nonostante questo problema evidente,rimane chi sostiene che non siano pericolosi. Come si può considerare non dannoso per la salute un oggetto che ti esonera dai normali rapporti sociali,che ti rende aggressivo con chi ti sta intorno e ti porta a una forte dipendenza?
Ciononostante,le osservazioni di molti specialisti in questo settore sono a favore dell'utilità dei videogames.
Ma allora,i tanto temuti giochi elettronici sono pericolosi o no?

si o no?

Personalmente non sono una grande fanatica di elettronica in generale,esclusi cellulare e socialnetwork.
Ogni tanto,quando studio e vedo i miei fratellini che si divertono guardando la televisione,giocando alla wii o con la play,mi capita di invidiarli. In realtà poi,le poche volte in cui ho disposizione del tempo libero lo sfrutto per uscire con le amiche,giocare a calcio al campetto o leggere.
Ho capito che ho un profondo bisogno di trovare del tempo per me,che non sia inquinato da TV o console.
Proprio per questo mi ritengo fortunata,nel fatto di non avere la passione per i videogiochi,poiché la maggior parte di essi ti trasmettono un senso di violenza,sono diseducativi e ti allontanano dalla realtà. Che senso ha vivere per vincere,senza interagire con "persone in carne ed ossa" e senza provare emozioni vere,terrene e umane?
La dipendenza è una malattia sempre e comunque,indipendentemente da quale sia la causa scatenante,i videogames,proprio come le droghe,costruiscono un universo parallelo,che poco alla volta si amalgama con quello vero,fino a non capire più dove si trova la linea di confine e inducono i giocatori a pensare di poter sopravvivere solo seguendo le regole di quel gioco.

Chi non ha mai provato questi bisogni non ne può capire le conseguenze,ma ci sono storie che possono aiutare a farsene un'idea,come questa:

Bimbo drogato dai videogiochi, i pannelli colorati lo guariscono IL CASO

Francesco 7 anni seconda elementare divorato dalla febbre dei videogiochi. un bambino di Treviso


TREVISO . Francesco, 7 anni, seconda elementare, divorato dalla febbre dei videogiochi, annullato da un computer. A un certo punto il bisogno di nuove immagini e stimolazioni luminose era arrivato a fargli superare abbondantemente la "dose media giornaliera", costringendo i genitori a regalargli un programma ogni 24 ore. Colto dall'ansia di dover "vincere" ancora, si svegliava anche di notte, di soprassalto, e si ripiazzava davanti al video, gia' tenuto acceso per cinque,sei ore durante il giorno. I genitori hanno continuato ad assecondarlo per mesi, ma non sapevano che Francesco era malato. Era diventato un video-tossicodipendente. Affetto da alienazione da videogame. Un caso, il suo, disperato, anche se alla fine e' stato risolto. Il bambino e' stato guarito da un neuropsicologo che ha combattuto le immagini sul loro terreno. Il medico ha tappezzato la casa di Francesco di pannelli colorati con la scritta "game ove", il gioco e' finito, e il gioco e' finito per davvero. Il caso di Francesco . tra le prime vittime dei videogame in un' Italia sempre più' popolata dai giochi elettronici . e' stato diagnosticato e curato da Daniele Pauletto. Francesco aveva perso il contatto con la realta' , subendo quella che viene definita "emiatrofizzazione telematica". Traducendo, l' atrofia del lobo temporale sinistro, quello che sviluppa la dimensione critico-razionale dell'individuo. Un' atrofia causata dalle sollecitazioni provocate dal bombardamento delle coloratissime immagini dei videogame sul lobo destro, quello che crea le emozioni e il piacere. Ad accorgersi che nel bambino qualcosa non andava era stata la maestra. A scuola Francesco non comunicava più con i compagni, era diventato sempre più introverso, alcuni giorni si rifiutava di parlare. Per questo l' insegnante, allarmata, aveva contattato i genitori, e, saputo della segreta passione dell'alunno, aveva deciso di rivolgersi a Pauletto, medico che qualche anno fa aveva scoperto il primo malato di "febbre da telecomando" in Italia.

Alessandro Russello
Corriere della Sera


Sono vicende inimmaginabili,nessuno penserebbe mai che un bambino si possa ammalare per un gioco,invece quello di Francesco non è l'unico caso di videodipendenza,fenomeno diffuso no solamente tra i più piccoli,ma che ha spesso visto come protagonisti anche sedicenni e diciassettenni.
Un evento ,che invece mi ha colpita da molto più vicino,è ciò che accaduto a mio fratello Matteo:quattro anni e passa la giornata guardando i cartoni animati,giocando al Nintendo wii o alla Play Station. Proprio questa è stata la causa dei suoi strani comportamenti. Lui,abituato a imitare suo fratello più grande,ha imparato a usare i videogiochi e ha finito col divertirsi anche da solo.
Sant Andreas è un gioco estremamente violento,sempre inserito nella console di casa(nonostante in realtà sia vietato ai minori di 18 anni) che ha provocato in Matteo quei "comportamenti poco gentili nei confronti dei suoi coetanei" di cui ha parlato la sua insegnante della scuola materna.
Solo dopo aver sentito queste parole mia madre si è decisa ad ammettere che quelli non erano giochi adatti a un bambino di quell'età e ha provato ad eliminare quella che per Matteo si stava trasformando in una dipendenza.
E' vero che molti psichiatri inquadrano i video giochi come strumenti educativi che aiutano lo sviluppo dei riflessi,la capacità di ragionare e scegliere sapendo di avere poco tempo a disposizione.

Riporto qui le parole di un esperto:
Videogiochi: consigliati oppure da evitare?

Il videogioco si sta oggi rivelando senza dubbio una delle grandi realtà emergenti nel mondo dell'infanzia e piccoli e meno piccoli dedicano a esso sempre più tempo e attenzione. Ne parliamo con la psichiatra Maria Cristina Razzini di Milano.
Nel videogioco non mancano gli aspetti positivi<<E' stimolante>>, sottolinea la dottoressa, << aiuta il piccolo a livello di riflessi,di interpretazione, di analisi e di ragionamento. Si tratta senza dubbio di un passo avanti rispetto alla televisione. Infatti richiede un la partecipazione attiva del bambino:lo "interroga",gli pone quesiti da risolvere,lo spinge a ragionare e a fare delle scelte. Stimola anche la fantasia perché il piccolo si immedesima nel protagonista e lo fa agire di conseguenza: è lui che ha in mano la situazione. C'è una bella differenza al modo passivo e solitamente del tutto acritico con quale si "subisce" la televisione>>.
Il pericolo è la dipendenza. Quando il videogioco si trasforma in una "droga", della quale non si può più fare a meno.<<Il rischio è che a un certo punto il piccolo non sappia giocare con altro>>,spiega la dottoressa Razzini,<<si concentri per ore e ore sullo schermo,escludendo a poco a poco tutto quanto lo circonda. La sua stanza e i sui stessi familiari. Finisce che il piccolo sa giocare soltanto in funzione di uno schermo. Bisogna preoccuparsi quando il bambino resta solo chiuso per ore e ore nella sua stanza,"attaccato"al videogioco:è sintomo di un grosso senso di solitudine e di un desiderio di fuga dalla realtà familiare. E allora bisogna intervenire>>.
Molto importanti sono le alternative al videogioco.<<Le alternative possono essere altri videogiochi>>,sottolinea la dottoressa,<<per evitare la maniacale ripetitività,ma soprattutto le alternative devono essere altri giochi, altri modi di impiegare il tempo libero. Inoltre,in linea generale, è molto importante la presenza di qualcuno (il meglio sarebbe dei genitori) accanto al bambino impegnato col videogioco: questo per distrarlo da un' attenzione esasperata e costante, per fargli mantenere contatto con il mondo esterno e indurlo, a un certo punto, a smettere.
Oggi



Mi ritrovo d'accordo con ciò che spiega la Dottoressa Razzini sul fatto che anche i videogiochi,come ogni altra cosa del resto,hanno i loro pregi e i loro difetti e per poterli utilizzare senza rischi bisogna imparare a non esagerare.
I genitori dovrebbero essere i primi a porre dei limiti e a mostrare ai proprio figli altri divertimenti,una possibile soluzione sarebbe quella di far praticare al bambino sport che comporta un impegno notevole. Purtroppo non tutti sono disposti o a tali sacrifici e non tutti sono portati per un attività ginnica. Comunque sia,se non è uno sport, è importante che i ragazzi abbiano delle passioni a cui dedicarsi oltre ai normali "passa tempo".
Fondamentale è conoscere i pregi e i rischi che possono causare i videogiochi,poi tocca a ogni genitore decidere cosa è meglio per i proprio figli.




Rosa Giulia